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Il Centro Servizi per il sostegno alla Persona: finalità di un lavoro in rete
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La complessità del problema dell’integrazione dell’handicap investe la Scuola a diversi livelli:
La complessità del problema dell’integrazione dell’handicap investe la Scuola a diversi livelli:
- sul piano del raggiungimento dei propri fini istituzionali : il ruolo di formazione dell’individuo e di salvaguardia delle pari opportunità, al momento dell’accoglienza delle situazioni di handicap, implica un’analisi precisa dei bisogni specifici e speciali ed una risposta competente ed efficace a questi stessi bisogni, in termini di reale integrazione, in sinergia con tutti gli attori coinvolti dal e nel progetto di vita dei singoli ( famiglia , operatori socio-sanitari, gruppo dei pari, extrascuola…);
- sul piano della formazione/informazione del personale docente, della ricerca pedagogico- didattica, della sperimentazione metodologica, attuiate sia in collaborazione con Enti o Istituzioni esterni, che articolate in percorsi interni di ricerca-azione, documentati e trasferi -
bili;
- sul piano del raccordo istituzionale , superando lo stretto rapporto con Enti Ammnistrativi e Socio-sanitari preposti ai percorsi d’integrazione, mirando ad un radicamento della Scuola al territorio, al fine di individuare, conoscere ed attivare tutte le possibili sinergie;
- sul piano della politica scolastica : la ricerca pedagogica, la sperimentazione metodologica, l’azione educativo-didattica non possono esaurire la propria efficacia nella diffusione delle ”migliori pratiche per l’integrazione“, ma devono concorrere alla costruzione di una ”cultura condivisa dell’integrazione“ in riferimento anche a particolari problematiche ( ad es. dislessia,
disgrazia, discalculia), al fine di favorire l’azione stessa della Scuola.
A fronte di tale complessità, del progressivo calo delle risorse professionali ed economiche, la progettualità e la risposta fattiva delle Istituzioni Scolastiche sono sempre più legate
- alla condivisione delle conoscenze, dei percorsi educativo –didattici , delle pratiche metodologi-
che, degli ausilii, delle risorse tecnologiche ( hardware e software), come risorse di rete,
- all’accesso a banche dati specialistiche all’interno di centri di documentazione.
Pertanto, in riferimento al ”Regolamento in materia di autonomia delle Istituzioni Scolastiche“
( D.P.R. 275 del 8/03/1999, nello specifico agli artt, 6 e 7 che regolano rispettivamente l’esercizio da parte delle suddette Istituzioni dell’autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo e la promozione di accordi di rete ai quali le stesse possono aderire per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali), e al Regolamento concernente le ”Istruzioni generali sulla gestione ammnistrativo contabile delle Istituzioni Scolastiche ( Decreto Interministeriale 44 del 1/02/2001, Titolo IV – Capo 1 –Art.31, che stabilisce i criteri relativi alla capacità negoziale delle Istituzioni Scolastiche per il raggiungimento dei propri fini istituzionali), i Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche dei Comuni che afferiscono al Distretto Socio-sanitario di Castelfranco Emilia hanno siglato ad un Accordo di rete per la costituzione e l’attivazione, presso l’IC ”A.Pacinotti“ di S.Cesario sul Panaro, di un Centro Servizi per il sostegno alla Persona con le seguenti finalità:
Facilitare la documentazione e la diffusione delle migliori esperienze d’integrazione degli alunni in situazione di handicap nelle classi comuni
- Facilitare l’individuazione di percorsi di innovazione e la ricerca di progetti che possano migliorare l’integrazione nelle situazioni di handicap, difficoltà specifiche d’apprendimento e disagio
- Regolare l’acquisto, la circolazione e lo scambio di strumenti, attrezzature specifiche e sussidi, in riferimento non alle singole scuole ma al percorso di vita di alunni che presentano handicap di particolare gravità o necessitano di ausilii specifici
- Favorire il rapporto con le famiglie interessate, facilitando il loro accesso all’informazione e alla documentazione potenzialmente utile
- Collaborare con MEMO ( Centro Documentazione Handicap di Modena) nella realizzazione della ricerca sulla qualità dell’integrazione
- Collaborare con il GLIP ( Gruppo Provinciale di Lavoro per l’Integrazione ) nella realizzazione della formazione in servizio dei docenti, nell’aggiornamento della banca dati sull’integrazione e nella diffusione e realizzazione dell’Accordo Provinciale di Programma
- Collaborare con il Dipartimento di Biogenetica dell’Università di Modena e Reggio per la conoscenza costantemente aggiornata di ausilii specifici o per l’impostazione di percorsi di ricerca finalizzati all’utilizzo delle nuove tecnologie quali strumenti facilitanti o vicarianti .
Per il miglior funzionamento del Centro Servizi, l’Accordo di rete prevede la costituzione di un Nucleo di lavoro, costituito da un docente designato per ognuna delle Istituzioni scolastiche aderenti alla rete stessa . Ad esso , di concerto anche col Servizio di Neuropsichiatria Infantile, psicologia e riabilitazione dell’età evolutiva , con le Scuole coinvolte e le associazioni, è assegnato il compito di delineare le linee d’intervento e di ricerca .
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Integrazione e comunicazione: una pista di lavoro e di ricerca
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Il nucleo portante di ogni percorso d’integrazione scolastica è il ”progetto di vita“ di ci ciascun alunno o alunna diversamente abili sono protagonisti.
L’espressione ”progetto di vita“ racchiude e definisce la forte carica di dinamicità insita nello sviluppo globale della persona, rimandando , al tempo stesso, all’interazione con l’ambiente fisico e sociale in cui essa è inserita.
Di qui la necessità di costruire percorsi scolastici d’integrazione condivisi con gli attori coinvolti dal e nel progetto di vita( famiglia, operatori socio-sanitari, gruppo dei pari, extrascuola,…), in cui gli aspetti comunicativi- relazionali non solo abbiano pari dignità rispetto a quelli cognitivi e allo sviluppo dell’apprendimento, ma ne risultino il fondamento: un clima relazionale positivo, un clima di classe improntato alla comunicazione e alla collaborazione tra i pari e con l’adulto favorisce l’esperienza e l’accoglienza di stili e repertori comunicativi diversi e facilita l’esercizio e lo sviluppo delle potenzialità.
Partendo dalla condivisione di tali assunti, dall’analisi della situazione e dei bisogni emergenti, il Nucleo di Lavoro intende percorrere una specifica linea di intervento e di ricerca, che, avvalendosi degli strumenti informatici, miri al potenziamento della comunicazione nel lavoro di classe, quale supporto imprescindibile, anche nei percorsi di integrazione, all’apprendimento e allo sviluppo globale della persona.
Le nuove tecnologie, infatti, fungono prioritariamente da strumenti facilitatori e mediatori dei e nei percorsi d’apprendimento, evidenziando la propria valenza comunicativa già nell’attività individuale: davanti al PC, ”rispettoso“ dei tempi di lavoro e di apprendimento, il singolo, elaborando progressivamente la propria risposta, interagisce costantemente con l’interfaccia .
Tale valenza comunicativa si accentua quando il computer supporta l’attività in tutte le forme di apprendimento cooperativo: esso favorisce lo scambio, stimola fortemente la circolarità dell’informazione tra i pari e conduce ad elaborazioni condivise.
La valenza comunicativa, ancora, si esplica se strumenti tecnologici vengono impiegati dai docenti per ”fare lezione“. La proposta elaborata attraverso più codici comunicativi interagisce positivamente con i diversi stili e tempi di apprendimento; la memorizzazione su supporto informatico consente a tutti di ripercorrere la lezione stessa in un lavoro personale e individuale.
In presenza di DSA ( Disturbi Specifici d’Apprendimento), di disabilità specifiche o di situazioni di handicap particolarmente gravi (deficit visivo, deficit uditivo, attivazione di percorsi comunicativi afferenti alla comunicazione alternativa/aumentativi), gli strumenti tecnologici possono essere veri e propri strumenti vicarianti riducendo l’handicap.
Quali elementi portanti, poi, della comunicazione a distanza , il loro utilizzo rende possibile la partecipazione alla vita scolastica anche in caso di lunghe degenze ed apre la strada a forme di tutoring da parte dei docenti per agevolare il lavoro personale a casa.
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Le nuove tecnologie e il Centro Servizi
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Le nuove tecnologie entrano prepotentemente nel mondo dei disabili aprendo nuovi scenari; la realizzazione di macchine sempre più potenti, la progressiva diminuzione dei prezzi, la realizzazione di periferiche sempre più rispondenti alle diverse necessità del disabile mettono la scuola e tutti gli operatori che operano sul bambino nelle condizione di avere nuove prospettive di intervento mirate; da un lato a migliorare le condizioni di vita del disabile, dall'altro a permettere anche a bambini in condizioni gravi di accedere al mondo della conoscenza e in particolar modo della comunicazione.
Comunicazione è sinonimo di scambio di integrazione, di possibilità di aggirare le disabilità e muoversi (virtualmente) in contesti fino a pochi anni fa negati ai disabili.
Anche la conoscenza, la possibilità di accedere al sapere diventano possibili anche in condizioni di gravi disabilità; in particolare i DSA ( Disturbi Specifici d’Apprendimento) hanno la possibilità di trovare veri e propri strumenti vicarianti..
L'introduzione nella classe del disabile di queste tecnologie permette a tutti gli alunni di usufruire delle stesse potenzialità (appunti, testi in formato digitale, ecc..) riducendo la diversita' e i bisogni di tutti.
Gli strumenti informatici rappresentano quindi, all’interno del progetto, una linea di intervento e di ricerca che caratterizzano il centro stesso
Con questa scelta si concretizza un vero e proprio sportello tecnologico per la disabilita’ che si prefigge di attivare i seguenti servizi:
· centro di consulenza alle scuole della rete e del territorio che, in accordo con gli operatori della ASL, opera ricerca, applicazione e sperimentazione dell’utilizzo degli ausili (software/hardware) necessari;
· centro di consulenza alle famiglie degli alunni che per diversi motivi hanno dubbi o difficoltà nell’utilizzo del supporto tecnologico
· centro informativo che mette a disposizione materiali per una migliore circolarità delle informazioni sulle realtà esistenti
· centro ausili che acquista/custodisce gli ausili/software della rete di scuole; si occupa di mantenerli efficienti, di aggiornarli e distribuirli su richiesta alle scuole della rete in base alle esigenze.
Per sostenere questi obiettivi il centro organizza formazione rivolta agli operatori scolastici, ai genitori e altre figure coinvolte sul progetto del bambino disabile, all’utilizzo degli ausili/software utilizzati.
Per favorire la comunicazione verranno attivati:
· un sito/portale del Centro Servizi con la funzione di primo ”punto di incontro“ con i soggetti interessati all’attività del centro stesso.
· una banca dati (con sitografia) con lo scopo di:
- favorire il reperimento di ausili presenti sul territorio e disponibili in comodato d’uso;
- raccogliere materiali riguardanti gli ausili, il loro utilizzo e integrazione in campo didattico;
- raccolta di esperienze didattiche;
· un forum dedicato all’utilizzo della tecnologia per la disabilità nella didattica e a supporto degli insegnanti
Lo sportello si prefigge anche di attivare sperimentazioni sull’utilizzo di nuovi ausili nell’ottica di un utilizzo della tecnologia come strumento per l’integrazione del disabile (tecnologia per tutta la classe).
Inoltre è stata attivata una convenzione con l’Università agli Studi di Modena-Reggio con il dipartimento di Bio-Ingegneria che prevede la possibilità di interventi di ricerca mirati all’introduzione di nuovi ausili.
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